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CESAT
C.E.S.A.T. Fucecchio - Centro Eccellenza Sostituzioni Articolari Toscana

Dal 2 settembre 2009 è aperto, a Fucecchio, l'ambulatorio di prima visita del CESAT (Centro di Eccellenza Sostituzioni Articolari Toscana) per la selezione dei pazienti candidati ad intervento chirurgico di sostituzione articolare (protesi) di anca e ginocchio.
Data la missione del Centro, la prenotazione è aperta al Cup di Area vasta, vale a dire che è possibile prenotare presso qualsiasi sportello Cup delle aziende sanitarie di Firenze, Prato e Pistoia. L'ambulatorio funzionerà il lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 8.40 alle 12.00, nei locali dell'ospedale di Fucecchio.
Si tratta di un’occasione importante per tutta la comunità e per il futuro della struttura ospedaliera fucecchiese come è stato più volte illustrato pubblicamente in occasione anche di alcuni recenti consigli comunali.
Il primo intervento è stato effettuato il 31 agosto 2009 nell’ambito del dipartimento interaziendale per l’ortopedia artoprotesica che vede come partners l’Università di Firenze e l’Azienda Ospedaliera di Careggi.
L’adeguamento strutturale. La tipologia di attività che il Centro artoprotesico di Fucecchio dovrà svolgere ha richiesto un adeguamento strutturale ed impiantistico del “San Pietro Igneo” in grado di migliorarne i requisiti ambientali e tecnologici e valorizzarne il comfort, anche in considerazione della condizione dei pazienti e dello sviluppo del percorso di cura. Le tecnologie informatiche sono state opportunamente potenziate per migliorare la comunicazione informatica fra le varie attività.
La spesa per la realizzazione degli interventi strutturali ammonta a 7 milioni e 700 mila euro.


una delle due nuove sale operatorie

Un centro regionale. Ogni anno in Toscana si eseguono circa 6.200 interventi di protesi dell’anca. Dati recenti dimostrano che il sistema pubblico regionale ha incrementato del 10% le attività di implantologia protesica in ragione dell’invecchiamento della popolazione e dei migliori livelli di benessere che comportano la richiesta di piena funzionalità dell’organismo. Si rende indispensabile, quindi, intervenire per offrire prestazioni che progressivamente siano in grado di garantire tempi di attesa accettabili in rapporto ai bisogni della popolazione anziana.
Le altre attività dell’ospedale. Nell’ambito delle modifiche organizzative, proprio in ragione di un sistema di offerta che abbia un livello centrale di specializzazione integrato con ambiti periferici direttamente collegati o a supporto, nella sede del “San Pietro Igneo” continuerà ad essere garantito un insieme di attività specialistiche e diagnostiche che possono essere così sintetizzate: servizi diagnostica radiologica (attività di mammografia sia di screening che diagnostica, TAC, Rx tradizionale e ecografia); cardiologia clinica e strumentale; ambulatori per le diverse specialità (diabetologia, neurologia, oculistica, otorinolaringoiatria, urologia con anche le prestazioni di oncologia, chirurgia e psicologia clinica); riabilitazione ambulatoriale in aggiunta a quella collegata al progetto di protesi; centro trasfusionale.

Fonte: Ufficio Stampa - Ausl 11 Empoli


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UN'ANCA TUTTA NUOVA
 
Era a rischio chiusura, oggi è un centro specializzato in chirurgia protesica di anca e ginocchio.

A Fucecchio (Firenze), nell'ex ospedale S. Pietro Igneo, in 14 mesi sono state impiantate protesi a 800 persone: un risultato non da poco per il neonato staff del C.E.S.A.T. (Centro di Eccellenza Sostituzioni Articolari Toscana), considerando che la struttura non è ancora a pieno regime.
Ha 20 letti più 4 di terapia intensiva. L'obiettivo è arrivare a 60 letti entro il 2012.
La ristrutturazione segue criteri all'avanguardia: camere cablate con cartella clinica computerizzata. Tutte le analisi preoperatorie si fanno in 5 ore, normalmente richiederebbero giorni.
L'eventuale riabilitazione viene fissata in anticipo nel posto più vicino a casa.
"Ma spesso con l'intervento miniinvasivo all'anca dopo 5 giorni si torna a casa" dice il direttore Massimiliano Marcucci, docente in ortopedia e traumatologia dell'Università di Firenze.
Il taglio ridotto, solo 6 centimetri, e il recupero è facilitato anche dalla programmazione preoperatoria che consente di mirare la scelta della protesi.
Contro le infezioni postoperatorie funziona una campana ottagonale in cristallo, con 50 ricambi d'aria sterile all'ora sul campo operatorio, che rende la sala all'avanguardia a livello europeo.

da Panorama "Centri Scientifici all'avanguardia"
16 dicembre 2010
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Specialisti da tutta Europa a Fucecchio per studiare ortopedia protesica avanzata

l prestigioso riconoscimento viene dalla svizzera Efort Foundation di Zurigo

Da piccolo ospedale a centro d’eccellenza internazionale. Raccontate la vostra esperienza



SPECIALISTI da tutta Europa formatevi qui. La Efort Foundation ha scelto l’ospedale San Pietro Igneo di Fucecchio per i programmi di alta specializzazione in ortopedia. La società europea, che raggruppa le associazioni nazionali di ortopedia e traumatologia, ha sede a Zurigo, in Svizzera. Ed ha scelto proprio il dipartimento per l’ortopedia protesica di Fucecchio per i suoi programmi di alta specializzazione rivolti ai professionisti del settore dell’Unione Europea. Per il neonato centro di Fucecchio (frutto della collaborazione tra Asl 11, azienda ospedaliera di Careggi, Università di Firenze e Regione Toscana), coordinato dal professor Massimiliano Marcucci, si tratta di un importante riconoscimento.

OGNI anno la Efort Foundation seleziona tra i centri migliori di tutta Europaquello in cui promuovere visite e programmi di alta specializzazione. E per r il 2012 la scelta è caduta sul centro di Fucecchio, la cui attività si effettua nel reparto di ortopedia protesica del «San Pietro Igneo», dove, come i nostri lettori sanno bene, vengono svolti interventi di artroprotesi per l’anca ed il ginocchio di elezione.


IL DIPARTIMENTO vanta un’attività progressivamente in crescita. Con i suoi 12 medici (5 ortopedici, 6 anestesisti e un fisiatra), 20 infermieri, 5 operatori socio sanitari, un ausiliare, un operatore tecnico addetto all’assistenza (ota), e i suoi 19 posti letto, il Centro fucecchiese ha garantito nel 2010 oltre 640 interventi, che vanno a sommarsi ai 217 dell’ultimo quadrimestre del 2009 (le attività del dipartimento sono iniziate alla fine del mese di agosto 2009). Complessivamente, considerando anche l’attività svolta nel 2011, gli interventi sinora effettuati sono sono 1.270.

SI TRATTA, nella quasi totalità dei casi, di interventi per la sostituzione di articolazioni maggiori come anca e ginocchio, o di revisione di protesi delle stesse articolazioni. La provenienza dei pazienti conferma il carattere regionale, ma non solo, del dipartimento. Al «San Pietro Igneo» giungono infatti pazienti residenti non solo in Toscana, ma anche in altre regioni. I residenti del territorio sono circa il 30% del totale, mentre quelli residenti in altre aree della Toscana sono il 61%, e i provenienti da altre regioni il 9%.
Il centro artroprotesico, oltre all’attività assistenziale, svolge anche un’attività di ricerca sia sul piano delle tecniche operatorie che dei dispositivi impiantabili.

la Nazione "Cronaca di Empoli", 26 agosto 2011


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Il PdL al 'San Pietro Igneo': ancora pochi posti letto al centro protesico
Nascosti e Mugnai annunciano un’interrogazione urgente in Regione

I due consiglieri, assieme a quelli comunali Genuino e Calugi, visitano il nosocomio: "La struttura del professor Massimiliano Marcucci buo esempio di spending review"

I Consiglieri Regionali Nicola Nascosti e Stefano Mugnai hanno visitato questa mattina il Centro di Eccellenza Sostituzione Articolare Toscano (CESAT) presso l’ospedale San Pietro Igneo di Fucecchio.

Accompagnati dai consiglieri comunali Gabriele Genuino e Fabio Calugi, promotori dell’iniziativa, i due esponenti regionali del PDL hanno potuto conoscere di persona una delle realtà più significative del comparto sanitario locale.
Dopo appena tre anni di attività, infatti, il Centro chirurgico-universitario fucecchiese, guidato dal professor Massimiliano Marcucci, è già una struttura affermata nel campo della sostituzione articolare di anca e ginocchio e richiama nella cittadina fiorentina pazienti provenienti da tutta Italia.

La piccola delegazione del PDL locale ha avuto modo di apprezzare la straordinaria professionalità di tutti gli operatori del CESAT e le condizioni ambientali ed organizzative in cui essi, quotidianamente, portano avanti la propria ambiziosa missione lavorativa e sociale, non potendo fare a meno di biasimare gli inaccettabili ritardi registrati sui lavori di ristrutturazione ed ammodernamento dei locali che, ad oggi, condizionano pesantemente la vita del Centro Artoprotesico.

Come nota Nicola Nascosti, coordinatore provinciale di Firenze del PDL, la struttura guidata da Marcucci “è non solo un’eccellenza da tutelare e valorizzare per l’evidente bontà del suo operato e per la sua notevole ricaduta sul tessuto produttivo fucecchiese; essa è anche un esempio positivo da indicare nell’ambito della discussione sulla spending review in sede regionale”.

Riprendendo la recente polemica contro le Società della Salute e contro gli obesi apparati burocratici che – a detta del PDL – caratterizzano l’organizzazione della sanità toscana, Nascosti sottolinea come una corretta revisione della spesa, in questo delicato settore, non può che passare attraverso “un più adeguato investimento in realtà positive ed efficienti come il CESAT, al fine di ottimizzare un lavoro già ampiamente apprezzato anche al di là dei confini provinciali e regionali”: degli oltre 1600 nominativi che attualmente affollano le chilometriche liste d’attesa della giovane struttura fucecchiese, circa il 50% è rappresentato da soggetti che non abitano nei territori dell’USL 11, mentre più del 35% è costituito da persone provenienti addirittura da fuori Toscana.

Approfondisce ulteriormente questi temi il consigliere Stefano Mugnai, vice-presidente della commissione Sanità nella massima istituzione amministrativa toscana. L’esponente PDL regionale, specificando che “la spending review non deve essere considerata solo come uno strumento per apportare tagli lineari e indiscriminati alla spesa pubblica, ma deve concretizzarsi in una mirata aggressione delle voci di spesa improduttive, nell’ambito di una complessiva razionalizzazione dell’utilizzo delle risorse pubbliche”, nota come “il CESAT di Fucecchio sia già una rinomata realtà positiva per tutta l’organizzazione sanitaria toscana: un modello di professionalità ed efficienza che più di altre strutture rischia di scontare le negative ripercussioni dell’elefantiasi che affligge il sistema sanitario regionale.

Infatti, la sciagurata sovrapposizione di apparati amministrativo-burocratici ridondanti, se non inutili, sottrae sistematicamente risorse finanziarie importanti in primo luogo proprio a queste espressioni operative di grande spessore professionale e di ancor più notevole impatto sociale. Il centro arto-protesico fucecchiese in soli tre anni di attività vanta già una mole di lavoro di tutto rispetto che gli è valsa il diffuso apprezzamento da parte di pazienti ed esperti nel settore. Le potenzialità del CESAT sono ancor più significative se si pensa alla straordinaria quantità di risorse che esso porta all’interno del sistema sanitario toscano attraverso le degenze extraregionali.

Tuttavia, esso deve essere messo in condizione di operare al meglio, portando a compimento i cruciali lavori di ristrutturazione dei locali del San Pietro Igneo che permetterebbero di incrementare il numero di interventi giornalieri e di abbattere, conseguentemente, le lunghissime liste d’attesa che gravano ad oggi sul lavoro dello splendido team guidato dal professor Marcucci: è inaccettabile che dei 61 posti letto previsti nel progetto iniziale, dopo tre anni ne siano disponibili solo 18 (peraltro ricavati in una struttura evidentemente riadattata). Inoltre, al fine di valorizzare la positiva esperienza professionale del CESAT, occorre adeguarne il personale medico e infermieristico, oggi ridotto all’osso in termini prettamente quantitativi.

Su queste questioni, Nascosti e Mugnai annunciano un’interrogazione urgente in sede regionale per chiedere tempi certi sulla fine dei lavori e per valutare se sussistano le possibilità di un’implementazione del personale medico, paramedico e amministrativo.


Fonte: Popolo della Libertà - Fucecchio


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