capitolo 12 - STORIA DELLA MISERICORDIA DI FUCECCHIO - di Mario Catastini a cura di Mario catastini e Giacomo Pierozzi

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CAPITOLO 12

LA STORIA DELLA MISERICORDIA DI FUCECCHIO


GLI IMMOBILI DELLA MISERICORDIA
Riassumiamo in questo capitolo le notizie riguardanti i vari immobili posseduti o usati dalla confraternita di Misericordia di Fucecchio                                                        per i suoi servizi nel corso degli anni dalla sua restaurazione nell’anno 1857 in poi e la relativa situazione al momento presente.
La confraternita ebbe la sua prima sede sul Poggio Salamartano, nei fondi posti ai piedi della scalinata laterale che conduce al porta                                                        frontale della chiesa di S. Salvatore.
Nel 1867, la confraternita acquistò per lire 2352, con l’intenzione di farvi il proprio oratorio per le uffiziature religiose, uno                                                        stabile di dodici stanze con chiostra e terrazzo scoperto, posto in Via S. Andrea (oggi via Castruccio), già chiesa del monastero delle                                                        clarisse soppresso nel 1790, chiesa poi ridotta ad abitazioni. Nel 1874, cedé tale stabile al Comune di Fucecchio in cambio di un vasto                                                        locale sul Poggio Salamartano, contiguo alla propria sede, locale già sede dell’Oratorio della compagnia della Madonna della Croce e poi                                                        miseramente degradato a bottaia e granaio del monastero di S. Salvatore. Questo locale, restaurato a dovere, divenne, il 12 febbraio                                                        1876, l’oratorio o cappella della Misericordia.
Nello stesso anno 1867, la confraternita prese in affitto dall’abbadessa del monastero di S. Salvatore una stanza con annesso stanzino                                                        al primo piano dello stabile sopra il predetto oratorio, stabile già adibito a foresteria dello stesso monastero, e nel 1900 poté                                                        acquistare per intero tale stabile per la somma di lire 2000. In esso ebbe per molti anni l’abitazione il custode o servo della                                                        Misericordia.
La cappella della Misericordia, al cui possesso e alla cui realizzazione si era pervenuti dopo tante laboriose operazioni, fu molto                                                        usato per le uffiziature dei defunti nel primo cinquantennio dal suo ripristino, ma col trascorrere del tempo venne ad essere alquanto                                                        trascurato perché si preferiva usare, per le dette uffiziature, la più capace chiesa di S. Salvatore o la chiesa della Vergine. E allora                                                        l’uso della cappella divenne oggetto di varie richieste per altre attività:
- da parte dell’arciprete della chiesa collegiata per adibirla a sala parrocchiale; da parte di un’associazione di donne cattoliche per                                                        farne la propria sede. Infine, tramite l’avv. Egisto Lotti, ispettore onorario della Sovrintendenza alle Belle Arti, fu richiesto dal                                                        Comune per impiantarvi il Museo civico fucecchiese. Quest’ultima richiesta venne discussa a lungo in seno al magistrato della                                                        Misericordia, a causa dell’opposizione di alcuni suoi membri, che volevano il restauro e il ripristino della cappella per tenervi le                                                        uffiziature in suffragio dei fratelli defunti.
La concessione della cappella per il predetto scopo fu alfine approvata a maggioranza il giorno 14 settembre 1956. L’annuo canone di                                                        affitto fu stabilito in lire 50.000.
Nel 1904, la Misericordia, avendo necessità di locali ampi e sufficienti per i vari servizi, principalmente per sistemarvi i Carri, aprì                                                        una sede succursale in corso Umberto I (oggi corso Matteotti), in uno stabile a due piani di proprietà dell’Opera Pia Landini Marchiani,                                                        stabile che, nel 1920, poté acquistare per la somma di lire 16.000.
Acquistò pure, nel 1923, e rivendé l’anno seguente, lo stabile confinante posteriormente con i propri locali, avente l’ingresso dalla                                                        via Farini (oggi via Arturo Checchi).
Durante la prima guerra mondiale, la sede di corso Umberto I, al pari della chiesa di S. Salvatore, fu occupata dall’autorità militare                                                        per alloggiarvi un distaccamento di soldati. Dopo la partenza dei soldati, il 20 febbraio 1920, i suddetti locali furono passati                                                        d’autorità in uso all’Ufficio requisizione cereali. Le trattative per riavere la disponibilità di tali locali durarono a lungo e richiesero anche l’intervento del Prefetto.
Lo stabile di cui parliamo comprende vari fondi al piano terreno ed una vasta sala, altri locali minori e una terrazza scoperta al primo                                                        piano.
Il 17 febbraio 1930, dietro pressante richiesta del podestà del tempo venne concesso, in via provvisoria, l’uso del salone al primo                                                        piano per impiantarvi un laboratorio di calzature, promosso dallo stesso podestà per lenire la disoccupazione che allora affliggeva la                                                        categoria dei calzolai del nostro paese. Il podestà non volle, peraltro, nemmeno trattare il pagamento alla Misericordia di un canone di                                                        affitto in quanto egli era impegnato con l’assuntore dell’impresa — così egli si giustificò —di fornirgli gratuitamente il locale per detto laboratorio.                                                        Singolare sistema di servirsi della proprietà altrui per fini sociali!
L’uso del salone per quel tipo di attività dette luogo a notevoli inconvenienti e danneggiamenti, come rumore continuo per il battere                                                        dei martelli sul cuoio, spolverio e addirittura caduta di mattoni sugli automezzi della Misericordia custoditi nei sottostanti locali.                                                        Dopo un anno circa, il salone fu reso libero, e la Misericordia ricevette dal Comune, a titolo d’indennizzo per i danni prodotti                                                        all’immobile dagli occupanti, la somma di lire 2.200.
Il salone fu, per qualche tempo, adibito a teatrino per la rappresentazione di commedie e operette a cura di una compagnia di dilettanti                                                        fucecchiesi, fratelli della Misericordia, tra i quali ricordiamo Giovanni Lotti, Niccodemo Lotti, Luigi Barontini, Andrea Taviani.
Nel 1955 ai provvide al restauro dell’intero stabile ed esso divenne da allora la sede principale della Misericordia. Il salone al primo                                                        piano, sistemato e arredato convenientemente, fu adibito a circolo ricreativo. Di fianco al salone era stata in precedenza allestita                                                        l’abitazione del custode, con ingresso separato dalla via Giovanni Pacini. Il complesso dei locali fu inaugurato solennemente il giorno 31 luglio 1955 alla presenza delle autorità comunali e con la                                                        partecipazione del presidente confederale delle Misericordie d’Italia e del vescovo di S. Miniato, mons. Felice Beccaro, che benedisse i                                                        locali.
Dal salone del circolo ricreativo si accedeva alla stanza del magistrato e ad altre due stanze in uso allo stesso circolo. Più tardi la                                                        stanza del magistrato fu trasformata in seconda camera dell’alloggio del custode e la sede del magistrato venne trasferita in una delle                                                        suddette stanze annesse al circolo.
Nel 1962 in una saletta al piano terreno venne impiantato un ambulatorio, mentre l’attiguo fondo con sporto sul corso Matteotti venne                                                        riservato al Gruppo donatori di sangue.
Il salone, recentemente restaurato e munito di un nuovo impianto d’illuminazione, sarà riservato alle assemblee della Misericordia e dei                                                        donatori di sangue e a manifestazioni culturali ed artistiche.
Tutte le attività della Misericordia si svolgono ora nella sede di corso Matteotti: ivi sono gli uffici amministrativi, l’ambulatorio                                                        medico e la sede del Gruppo donatori di sangue, ivi è la rimessa degli automezzi, ivi si svolgono le riunioni del magistrato e le                                                        assemblee dei fratelli.
Nella sede del Poggio Salamartano sono rimasti alcuni vecchi attrezzi come lettighe e barelle ed altri oggetti, che ci auguriamo vengano                                                        sistemati decorosamente e custoditi come cimeli a fianco del Museo Civico fucecchiese.
La chiesa di S. Salvatore, avuta in uso dal Comune nel 1874, uso che dal 1890, per una speciale convenzione, è condiviso dalle suore                                                        clarisse dell’attiguo monastero, serve normalmente alla Misericordia, come abbiamo già riferito, per celebrarvi la festa della Madonna                                                        di Lourdes, sua patrona, e per compiervi la commemorazione dei fratelli e delle sorelle defunti alla vigilia del giorno dei Morti.
 
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